You are here

La tutela del territorio

Tra le principali attività di salvaguardia del territorio e della biodiversità nei luoghi in cui il Gruppo opera, si ricordano, a titolo esemplificativo, la tutela delle aree attorno alle sorgenti idriche e l’ammodernamento della rete di distribuzione dell’energia elettrica, più avanti descritte. Inoltre, il Gruppo contempla la tutela della biodiversità nelle procedure dei Sistemi di gestione ambientale, nell’ambito delle progettazioni e realizzazioni di impianti, nonché durante la gestione stessa delle aree di pertinenza. Ciò vale, ad esempio, per la progettazione, realizzazione e manutenzione di impianti aerei in AT/MT e BT, a cura di Areti, e per la tutela dei bacini delle centrali idroelettriche di Acea Produzione, che migliora le condizioni di vita dell’avifauna “stanziale” e “di passo”: suddetta avifauna, infatti, riconosce tali siti come punti di riferimento per la riproduzione/alimentazione e durante le fasi di migrazione. 

SORGENTI E AREE PROTETTE

Il Gruppo utilizza per l’approvvigionamento idrico prevalentemente sorgenti site in zone incontaminate. Roma, ad esempio, è oggi una delle poche metropoli al mondo che può vantare una risorsa idrica che per lo più non richiede trattamento preliminare di potabilizzazione, essendo di qualità eccellente sin dalla sua origine. 

Il sistema di approvvigionamento dell’intera provincia di Roma si basa principalmente su diciotto grandi acquedotti che trasportano l’acqua derivata da 92 sorgenti e 120 campi pozzo, per uno sviluppo complessivo di oltre 720 km di rete, ai quali si aggiungono altri 1.176 km di rete di adduzione e 9.442 km di rete di distribuzione di acqua potabile, per una portata che raggiunge i 20.000 litri/secondo. Ad integrazione di questo patrimonio di inestimabile valore è disponibile la riserva costituita dal lago di Bracciano, utilizzata nei casi di necessità, previa potabilizzazione con processo di sedimentazione/filtrazione e disinfezione finale.

Il sistema idrico-potabile del territorio dell’ATO 5 Lazio Meridionale – Frosinone è costituito da impianti e reti, di adduzione e di distribuzione, che fanno capo a 7 fonti principali da cui hanno origine altrettanti sistemi acquedottistici, per un totale di 4.330 km; infine, il sistema idrico potabile della provincia di Benevento vanta anch’esso una pluralità di fonti da cui origina la rete idrica di circa 119 km di acquedotti e adduzione e di circa 1.270 km di rete di distribuzione.

Acea ogni anno pone la massima attenzione alla tutela e alla salvaguardia della risorsa idrica, anche in ottemperanza alle disposizioni del D. Lgs. n. 152/2006, che all’art. 94 disciplina le modalità di protezione delle aree in cui sono presenti acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano. Nelle tabelle nn. 44, 45 e 46 sono descritte l’ubicazione e la superficie in metri quadri delle aree sottoposte a tutela assolutarispettivamente nella provincia di Roma, nella provincia di Frosinone e in quella di Benevento.

TABELLA N. 44 - LE PRINCIPALI FONTI SOTTO TUTELA NELL’ATO 2 – LAZIO CENTRALE

area sensibile ubicazione superficie (m2)
sorgenti Peschiera comune di Cittaducale (Rieti, Lazio) 375.322
sorgenti Le Capore comune di Frasso e Casaprota (Rieti, Lazio) 997.848
sorgente Acqua Marcia comuni di Agosta-Arsoli-Marano Equo (Roma) 1.181.979
sorgente Acquoria comune di Tivoli (Roma) 17.724
Acqua Felice - sorgenti Pantano comune di Zagarolo (Roma) 779.143
sorgenti Pertuso comune di Trevi – Filettino (Lazio) 133.711
sorgenti Doganella comune di Rocca Priora (Roma) 350.000
sorgenti Acqua Vergine comune di Roma 500.000
pozzi Torre Angela comune di Roma 70.829
pozzi di Finocchio comune di Roma 64.166
lago di Bracciano comune di Roma 169.200

TABELLA N. 45 - LE PRINCIPALI FONTI SOTTO TUTELA NELL’ATO 5 – LAZIO MERIDIONALE

area sensibileubicazionesuperficie (m2) (*)
pozzi Posta Fibreno comune di Posta Fibreno (Frosinone) 20.000
pozzi Tufano comune di Anagni (Frosinone) 18.000
sorgente Capofiume comune di Collepardo (Frosinone) 10.000
sorgente Madonna di Canneto comune di Settefrati (Frosinone) 10.000
pozzi Forma d’Aquino comune di Castrocielo (Frosinone) 20.000
pozzi Carpello comune di Campoli Appennino (Frosinone) 15.000
pozzi Mola dei Frati comune di Frosinone 5.000

(*) I dati delle superfici sono stimati.

TABELLA N. 46 - LE PRINCIPALI FONTI SOTTO TUTELA NELLA PROVINCIA DI BENEVENTO – ATO - CALORE IRPINO

area sensibileubicazionesuperficie (m2)
12 pozzi comuni di Benevento, Telese Terme, Castelpagano, Vitulano, Melizzano, Sant'Agata de' Goti, Cautano, Forchia 9.110
sorgente Ciesco Castelpoto 307
sorgente Faitillo e Orto dei Ciuffi San Giorgio La Molara 2.412
sorgente Gradola Tocco Caudio 707
sorgente Monticelli Castelpagano 358
sorgente Pietrafitta e Ruggiero Torrecuso 2.242
sorgente San Vito Frasso Telesino 249
sorgente Voneventa Molinara 516

Le attività svolte per la salvaguardia delle aree attorno alle sorgenti contribuiscono altresì alla tutela dei servizi ecosistemici interessati e della biodiversità nel suo complesso. Il monitoraggio del territorio viene realizzato, da qualche tempo, anche con l’ausilio di un “progetto satellitare”. Per rendere più efficiente l’azione di sorveglianza, questa viene concentrata nei luoghi in cui si rileva – in base al confronto tra due immagini riprese dallo spazio a distanza di alcuni mesi – una variazione morfologica ingiustificata o comunque sospetta, quali nuove costruzioni non censite, movimenti terra, piccole discariche. Personale di Acea Ato 2 viene inviato sul posto per accertare l’esistenza di effettive minacce alla risorsa idrica, consentendo una puntuale ed efficace azione di presidio. Nel secondo anno di applicazione del nuovo modello di controllo satellitare, l’area monitorata è stata di circa 200 km2 e sono state rilevate 31 variazioni “sospette”, che hanno determinato altrettante ispezioni mirate. Ciò ha consentito l’individuazione di una discarica abusiva in zona di protezione falda.

La tutela dell’ambiente naturale da parte di Acea interviene, come già accennato, anche durante la fase di distribuzione dell’energia elettrica. La società Areti, che gestisce tale attività, cura la mitigazione del rischio di impatto sull’avifauna a causa della presenza di linee aeree di alta e media tensione. A tale fine, la Società, in collaborazione con le Autorità competenti, mette in campo la migliore risposta tecnologica ai problemi che si possano determinare in aree sensibili o di particolare valore naturalistico (si veda il Protocollo d’Intesa per il riassetto delle reti elettriche nel paragrafo La distribuzione di energia).